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Distribuzione geografica |
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La maggior parte delle specie terrestri e acquatiche vive nelle regioni tropicali e subtropicali del globo, oppure nelle zone in cui le temperature medie diurne in genere non scendono al di sotto dei 18°C. Esistono tuttavia diverse specie che si sono adattate a vivere anche in regioni dal clima piu' rigido, come l'Europa, il Canada e l'Asia Centrale. In Europa la specie che vive nelle zone piu' settentrionali e' l'Emys orbicularis, che raggiunge le coste della Polonia e dell'Unione Sovietica affacciate sul Mar Baltico. Le tartarughe marine in genere preferiscono le calde acque tropicali o quelle miti del Mediterraneo, anche se la Demochelys coriacea e' stata avvistata addirittura nei mari artici ed e' arrivata a riprodursi in luoghi tanto diversi come la Nuova Scozia (Canada) e le Guiane (Sud America). |
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Origini ed evoluzioneTratto da [4].
Circa 200 milioni di anni fa, durante il periodo Triassico, quando incominciava ormai a delinearsi all'orizzonte il tramonto del lunghissimo impero dei dinosauri, esistevano gia' esseri corazzati la cui linea e le cui forme si sarebbero in seguito dimostrati sufficientemente perfetti da consentire loro di giungere fino ai giorni nostri con poche trasformazioni: si trattava delle prime tartarughe. I loro fossili piu' antichi sono stati rinvenuti nei giacimenti de Triassico in Germania e hanno permesso di dimostrare come alcune delle caratteristiche fondamentali di questi animali, quali il cranio molto robusto e composto da un numero ridotto di ossa o l'imponente corazza protettiva, siano comuni anche agli esemplari attuali. Nonostante i numerosissimi fossili studiati e le diverse teorie enunciate dai paleontologi nel corso degli ultimi cento anni, l'origine delle tartarughe e l'aspetto dei loro antenati piu' prossimi continuano a rappresentare ancora oggi un mistero. Durante il Mesozoico, ossia dai 65 ai 225 milioni di anni fa, i rettili dominavano la Terra. Avevano fatto la loro comparsa nel periodo Carbonifero, evolvendosi a partire dagli anfibi e trasformandosi nei primi vertebrati adattati alla vita in ambienti aridi. Le loro uova, a differenza di quelle degli anfibi, non avevano bisogno di essere deposte nell'acqua ed erano avvolte da un involucro protettivo che le isolava dall'umidita' ( o dall'eredita' dell'ambiente). I loro polmoni ben sviluppati, l'efficienza dei loro sistema circolatorio e la fecondazione interna mediante gli organi copulatori del maschio (doppi nei sauri e nei serpenti) furono alcune delle caratteristiche che facilitarono la sopravvivenza di questi animali. Durante il periodo Carbonifero erano comparsi sulla Terra alcuni piccoli rettili (della lunghezza di circa 50 cm) chiamati Cotilosauri (Ordine dei Cotilosauria), che sono probabilmente gli antenati piu' primitivi delle nostre tartarughe e tra i quali il genere Seymouria costituisce probabilmente il gruppo piu' primitivo in assoluto. Questi animali erano caratterizzati da un troncogrosso e leggermente compresso, da una coda corta, molto larga alla base e stretta all'estremita', e da zampe anch'esse corte e provviste di cinque dite. Si ritiene che i Cotilosauri presentassero la linea laterale, fattore che dimostrerebbe la loro esistenza anfibia. Attualmente e' stato universalmente accettato che il piu' antico rappresentante dell'ordine dei Cheloni (Chelonia) sia il genere Eunotosaurus, sebbene tra essi e i Cotilosauri rimanga un notevole vuoto nellambito del registro fossile. Alcuni fossili di Eunotosaurus africanus furono rinvenuti nell'Africa meridionale in vari strati del Permico medio (si trattava di reperti appartenenti a esemplari in cattivo stato): nonostante fossero fornti di denti e possedessero alcune altre caratteristiche comuni ai rettili piu' primitivi, si ha la ragione di credere che siano da considerare piu' vicini alle attuali tartarughe che alle forme primitive tuttora comosciute. La ricerca dell' "anello perduto" nella catena dell'evoluzione delle tartarughe continua ancora oggi.
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